La circolare precisa che le infrastrutture di ricarica per veicoli elettrici non sono soggette ai controlli di prevenzione incendi ex allegato 1 dpr 151/2011.
Articoli 13 Feb 2019

Installazione di punti di ricarica: le linee guida dei Vigili del Fuoco

Quali procedure seguire per le colonnine di ricarica? Sono sicure? Una circolare dei Vigili del Fuoco aiuta a fare chiarezza, nel rispetto delle indicazioni UE.

Il documento

Le linee guida del Ministero dell’Interno, dipartimento dei Vigili del Fuoco, nascono per avviare una coerente soluzione di installazione dei punti di ricarica (colonne di ricarica) per i veicoli elettrici, con uno sguardo attendo sulla sicurezza. Chi deve progettare le infrastrutture dovrà rifarsi alle linee guida, che hanno effetto retroattivo: le strutture già esistenti che non si conformano al documento dovranno essere modificate di conseguenza.

La direzione dell’Unione Europea

La UE ha dato vita, negli anni, a diversi provvedimenti che mirano a ridurre l’inquinamento. La circolare dei Vigili del Fuoco ne evidenzia tre:

Libro bianco dei trasporti – 2011

Il provvedimento incoraggia le alternative al petrolio per la mobilità e mira a una riduzione del 60% dei gas serra (GHG) causati dai trasporti entro il 2050. Il libro bianco ribadisce anche l’obiettivo di ridurre le emissioni dei gas serra del 20% rispetto ai dati raccolti nel 2008, e segnala allo stesso tempo un preoccupante aumento delle emissioni del settore dei trasporti.

Pacchetto energia pulita per il trasporto – 2013

Il documento prende atto della dipendenza dall’importazione di petrolio destinato ai trasporti e attua un piano per la sua riduzione. Allo scopo, il provvedimento favorisce l’uso di fonti di energia alternativa e prevede la realizzazione di nuove infrastrutture adatte allo scopo e adottate di concerto tra gli stati membri.
Nel testo si nota che non esiste una soluzione che vada bene per tutti i trasporti: servono quindi più fonti di energia a cui affidarsi, a seconda del settore. Per i veicoli si segue inevitabilmente il trend della mobilità elettrica, per questo si rammenta la fondamentale importanza dell’uso di specifiche tecniche e di sicurezza comuni agli Stati membri.

Direttiva UE 94/2014

Legata al Pacchetto Energia pulita per il trasporto, questa Direttiva specifica quali caratteristiche tecniche debbano avere le infrastrutture di ricarica per i veicoli elettrici con uso di fonti di energia alternative.
Si tratta di un provvedimento a carattere generico, ma che contiene alcune indicazioni molto precise sulla disponibilità dei punti di ricarica (almeno uno ogni 10 vetture), con particolare attenzione per zone come “stazioni di trasporto pubblico, come terminali portuali per passeggeri, aeroporti o stazioni ferroviarie”.

Il documento tiene poi in conto della velocità di espansione del settore della mobilità elettrica, e raccomanda di prendere in considerazione, per l’interfaccia di ricarica, non solo quelle con connettori per cavi, che sono quelle esistenti, ma anche tecnologie di interfaccia future, come la ricarica senza fili o la sostituzione di batterie. Le varie normative devono sempre agevolare l’innovazione tecnologica: per questo motivo, la direttiva stessa prevede la possibilità di un suo aggiornamento che la mantenga al passo con i tempi e le soluzioni tecniche per la ricarica senza fili e la sostituzione delle batterie.

In Italia

Come previsto dalla Legge italiana, è un decreto ad introdurre le disposizioni europee nel nostro Paese. Per quanto riguarda i trasporti di concerto con gli Stati Membri, lo fa con il Decreto Legislativo 257/2016, in particolare con l’articolo 15, Misure per agevolare la realizzazione di punti di ricarica.

Una questione di sicurezza

Le linee guida dei Vigili del Fuoco rilevano la necessità di adeguare le infrastrutture al crescente numero di veicoli elettrici. In altre parole, è necessario iniziare a installare un congruo numero di punti di ricarica, nel contesto pubblico come in quello privato. Questo graduale, inevitabile riassetto porta al pettine vari nodi di sicurezza da sciogliere, primo fra tutti: il possibile rischio di incendi o esplosione. Proprio per il fatto che si tratta di strutture e pianificazioni nuove, i dati in proposito non sono stati utili ai fini statistici.

Per questo motivo, un team di tecnici dei Vigili del Fuoco, rappresentanti di aziende elettriche installatrici delle infrastrutture di ricarica dei veicoli elettrici, delle case automobilistiche costruttrici di veicoli elettrici e ibridi e del comitato elettrotecnico italiano (CEI), professionisti antincendio, ricercatori e studiosi dell’ENEA e delle Università ha raccolto dati nazionali e internazionali in materia.

I risultati

Con le informazioni attuali alla mano, non pare esserci rischio di incendio o esplosione maggiore rispetto a quello che grava sui veicoli tradizionali. Le stazioni di ricarica delle batterie hanno al momento, come si può intuire, più che altro rischi di natura elettrica.

Solo in futuro, con nuove ricerche soprattutto sulle batterie agli ioni di litio in condizioni di stress elettrico e termico, potremo dire se sarà necessario fare revisione delle linee guida, che fino ad allora sono da considerare:

“riferimento progettuale ai fini antincendio per le infrastrutture di ricarica conduttiva dei veicoli elettrici installate in ambito di attività nuova o esistente, soggetta ai controlli di prevenzione incendi”.

Controllo prevenzione incendi: sì o no?

La circolare precisa che le infrastrutture di ricarica per veicoli elettrici non sono soggette ai controlli di prevenzione incendi previsti dall’allegato 1 del DPR 151/2011.
Se la colonna di ricarica è installata nell’ambito di un’attività soggetta al controllo dei Vigili del Fuoco, si hanno due casi:

  • le installazioni di infrastrutture nuove in accordo con le linee guida – e quelle antecedenti che ne rispettano le indicazioni – saranno considerate modifiche non rilevanti ai fini della sicurezza antincendio. Secondo il DM 7/8/2012 art 4, comma 8, il responsabile dell’attività deve acquisite tutta la documentazione adatta a dimostrare la conformità dell’installazione. La modifica sarà poi documentata al Comando dei Vigili del Fuoco competente in occasione del rinnovo periodico di conformità antincendio.
  • Le infrastrutture che non sono realizzate come le precedenti, al contrario, sono considerate “modifiche rilevanti” ai fini della sicurezza incendio, DPR 151/2011 art 4, comma 6. Ciò significa che l’interessato dovrà presentare una nuova procedura al Comando dei Vigili del Fuoco prima dell’esercizio dell’attività, con tutta la documentazione necessaria. Dopo la verifica della completezza della documentazione, in caso di esito positivo, il Comando lascerà la ricevuta.

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