Prosumer, aggregatori, digitalizzazione, contatori smart: termini che cominciamo a sentire molto spesso e che saranno presto parte del quotidiano, anche collettivo.
Articoli 23 Mar 2019

Prosumer, aggregatori, contatori smart. L’unione fa la forza

Ci sono termini che cominciamo a sentire molto spesso e che saranno presto parte del quotidiano. Scopriamo insieme in che modo l’unione (dell’energia) fa la forza.

Chi è il prosumer?

Prosumer è una parola composta da due termini: producer (produttore di energia) + consumer (utilizzatore dell’energia)
Come possiamo intuire, il prosumer è un soggetto che produce l’energia e che la consuma. Se da una parte è un concetto all’avanguardia, è stato teorizzato negli anni Settanta ed è oggi già ampiamente assimilato nel contesto energetico urbano in diversi Stati: Germania, Francia e buona parte del Regno Unito hanno prosumer (e aggregatori, che vedremo più avanti) previsti nel proprio sistema energetico.

In Italia

L’Italia è nuova a questo processo, il cui inizio è stato tracciato nel 2017 con la Strategia Energetica nazionale. Essa prevede:

    • la cessazione della produzione elettrica a carbone entro il 2025
    • di arrivare al 55% di risorse rinnovabili per i consumi elettrici entro il 2030, per ridurre il più possibile la dipendenza energetica che affligge il Paese.

Per farlo, oltre a massicci incentivi, il piano prevede diversi accorgimenti. Se si vogliono incentivare le energie rinnovabili, bisogna fare in modo che siano autosostenibili. Nel documento, il Governo si prende l’impegno di agevolare il repowering degli impianti esistenti, diversificare le fonti di gas e mettere mano alle infrastrutture a più livelli.

Digitalizzazione: tecnologie che uniscono

Per passare a strutture per gran parte allacciate alle rinnovabili, un passo importante è la digitalizzazione. Si tratta di uno strumento per gestire la produzione elettrica, in modo che l’energia venga acquistata da fonti rinnovabili a condizioni economicamente più vantaggiose rispetto all’energia da fonte fossile.

A questo scopo, il Clean Energy Package della Commissione Europea segnala degli strumenti che consentono di usare tecnologie digitali. Peer to peer, autoconsumo di prossimità con contatori vicini che comunicano tra loro e molte altre soluzioni come tariffe più flessibili e smart grid prenderanno sempre più campo nel mercato dell’energia, aiutando ad abbassare molto i costi.

Contatori smart

Fondamentali e previsti dal pacchetto UE sono i contatori intelligenti, in grado di garantire un monitoraggio continuo, un utilizzo e uno scambio costanti dei dati, equilibrio efficiente tra produzione e domanda di energia.

Con i contatori tradizionali, ai prosumer vengono preclusi tutti i dati necessari allo scambio. Si sta quindi attuando una sostituzione: nuovi contatori 2g al posto dei contatori in bassa tensione. La differenza è nel canale di comunicazione: a quello attuale, chiamato Chain 1 (riservato al distributore), si aggiunge Chain 2 (che coinvolge i singoli utenti). L’aggiunta di questo canale permette il monitoraggio completo dei dati di produzione e consumo.

Gli aggregatori

Il concetto di aggregatore è piuttosto semplice: unendo un gran numero di impianti fotovoltaici e sistemi di accumulo tra loro, si può creare una centrale elettrica virtuale, con uno storage dell’energia prodotta dagli impianti rinnovabili. La comunicazione tra i sistemi consente anche di creare modelli di controllo della domanda elettrica. L’aggregatore è, in pratica, un operatore (potrebbe essere una società di trading, un’utility o anche un venditore).

La novità importante è che si dà un valore monetario più consistente e definito all’energia: se una parte di essa può essere usata per offrire servizi alla rete, si può accedere alla remunerazione. Questa possibilità di partecipare al mercato di dispacciamento è di per sé un’ottima ragione per considerare il fotovoltaico e l’accumulo. Il sistema giova non solo ai prosumer, ma anche a tutta la rete, risultando in un mercato più vario e più vivo, a tutto vantaggio del consumatore finale.

La sperimentazione in Italia

Nel nostro Paese, il modello degli aggregatori è attualmente in fase di sperimentazione. Terna ha avviato dei progetti pilota per la partecipazione al mercato dei servizi di dispacciamento (MSD) da parte della generazione distribuita.
È la prima volta in Italia che i consumatori possono partecipare al MSD per fornire “servizi di riserva di potenza a salire” (vale a dire di bilanciamento).
Le fasi previste sono due:

  1. Si costituiscono UVAC (unità di consumo virtuali abilitate), per qualificare gli impianti di consumo.
  2. In seguito, si approvvigionano a termine le risorse di dispacciamento per i titolari UVAC in un trimestre.

Il ruolo di Terna è di remunerare le offerte accettate. Secondariamente deve inviare ogni 3 mesi all’AEEGSI una relazione sui progetti pilota e una valutazione di stima sulla fattibilità.

Cambiamenti necessari

Si tratta di un sistema rivoluzionario per l’energia, ma che non è esente da ostacoli. Gli aggregatori hanno bisogno di piattaforme altamente efficienti in termini di comunicazione, poiché i dati da gestire contemporaneamente in mondo costante solo davvero moltissimi. Nell’immediato, quindi, è indispensabile concentrarsi su infrastrutture smart capaci di sostenere la portata di un cambiamento ormai certo.

La prova è nel mercato

Quando si vuole intercettare una nuova rotta, basta guardare i segnali del mercato. Non fanno eccezione fotovoltaico e storage: il primo offre già soluzioni smart grid ready, tecnologie in cui gli inverter sono dotati di sistemi di controllo adatti a una situazione di aggregatori e già pronti a comunicare con la rete e a partecipare alla gestione dei carichi; il secondo sta avendo una crescita davvero interessante e ciò non stupisce: in un processo di gestione e ridistribuzione di energia rinnovabile, sono proprio i sistemi di accumulo i veri protagonisti, perché è grazie a loro che si ha davvero il controllo dell’energia.

Voglia di autosufficienza energetica?

Con fotovoltaico e batterie di accumulo (storage) non parliamo di futuro, ma di presente all’avanguardia. Una collaborazione vincente per una casa e un’azienda che producono e riutilizzano energia pulita in modo autosufficiente, fino a sfiorare l’indipendenza.
Per scoprire quali soluzioni sono adatte a te, scrivici. Ti ricontatteremo e studieremo insieme il tuo modo di risparmiare.