Energia rinnovabile in edilizia, novità e progressi dell'Italia
Articoli 07 Feb 2018

Energie rinnovabili in edilizia. A che punto siamo?

Non stupisce che edilizia ed energie rinnovabili camminino insieme: le soluzioni green nascono dall’esigenza di soddisfare i consumi abbattendo inquinamento e costi. È quindi naturale che si cerchino tecnologie da integrare negli edifici abitativi e nelle aziende. Ma come sta andando questo adattamento nel nostro Paese?

Edifici nuovi o sottoposti a ristrutturazioni rilevanti

Le energie rinnovabili in edilizia rappresentano un tema sempre più affrontato. Già da molti anni lo Stato emana provvedimenti allo scopo di incentivare l’utilizzo di energie rinnovabili, anche in vista degli obiettivi imposti dall’Unione Europea.

Le varie normative si concentrano sulle energie rinnovabili che interessano nuovi edifici o sottoposti a ristrutturazioni rilevanti, poiché in questi casi è più semplice integrare la tecnologia nell’edificio in modo appropriato.

La direttiva EPDB e gli edifici nZEB

La direttiva dell’Unione Europea 31/2010 (meglio conosciuta come EPDB, Energy performance of buildings directive) impone agli Stati membri di costruire, entro il 21 dicembre 2020, edifici nZEB (Nearly Zero-Energy Buildings). Si tratta di edifici ad alte prestazioni energetiche che, come dice il nome, devono essere costruiti o modificati per avere un impatto quasi zero sull’ambiente.

In che modo?

  • Rispettando rigorosi criteri di efficienza;
  • Utilizzando quasi solo energie da fonti rinnovabili, o forti di un fabbisogno energetico sensibilmente ridotto;
  • Gli impianti alimentati da fonti rinnovabili devono essere installati sopra o all’interno di ogni edificio e devono rispettare i valori di potenza elettrica minima stabiliti dalla direttiva;
  • Gli impianti termici devono poter soddisfare almeno il 50% dei consumi stimati per riscaldamento, raffrescamento e uso di acqua calda sanitaria; obiettivo, questo, da raggiungere tenendo conto solo dell’energia prodotta da fonti rinnovabili.

Normative italiane di adeguamento

 D. Lgs. 28/2011 e Milleproroghe 2017

Il decreto legislativo di attuazione della direttiva 2009/28/CE sulla promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili e la Legge Milleproroghe 2017, in conversione dall’omonimo decreto del 2016: queste le normative cardine che mostrano lo sforzo dell’Italia. Anche nel nostro Paese, infatti, nel caso di edifici di nuova costruzione o sottoposti a ristrutturazioni rilevanti, scattano gli obblighi di ricorrere all’energia prodotta da impianti alimentati da fonti rinnovabili per soddisfare i consumi termici previsti: dal 1° gennaio 2018 sono passati dal 35% al 50%. Gli obblighi salgono di un ulteriore 10% per gli immobili di proprietà della pubblica amministrazione Nei centri storici gli obblighi sono ridotti del 50%, mentre negli edifici sottoposti a vincolo storico e artistico non si applicano.

Ristrutturazione rilevante

Nessun dubbio su cosa significhi “nuova costruzione”. Ma cosa si intende per “ristrutturazione rilevante”?
La definizione non è vaga come potrebbe sembrare. Interviene in proposito il D.Lgs.28/2011, che qualifica come rilevante la ristrutturazione che soddisfi uno di questi requisiti:

  1. edificio esistente, avente superficie utile superiore a 1000 metri quadrati, soggetto a ristrutturazione integrale degli elementi edilizi costituenti l’involucro;
  2. edificio esistente soggetto a demolizione e ricostruzione anche in manutenzione straordinaria.

Per “ristrutturazione integrale” la Legge intende una ristrutturazione totale, che coinvolga tutti gli elementi dell’involucro edilizio, per la totalità della superficie disperdente dell’edificio, purché l’intervento modifichi la prestazione energetica.

 

Deroga per “impossibilità tecnica”

Al di fuori delle deroghe già citate, ve n’è una curiosa, la cosiddetta deroga per impossibilità tecnica. Quest’ultima deve essere comprovata da un professionista che abbia previamente escluso l’applicabilità di tutte le soluzioni tecnologiche disponibili. In altre parole, si tratta dell’impossibilità totale di applicare alcuna delle tecnologie atte a soddisfare i requisiti. La peculiarità sta nel fatto che tale deroga sembra avere una potenziale applicabilità pratica marginale, in quanto la varietà di soluzioni disponibili sul mercato rendono difficile credere che non ci sia proprio modo di adattare nessuna delle numerose tecnologie esistenti a un edificio.

La Strategia energetica nazionale

La Strategia energetica nazionale, presentata nell’ottobre 2017, ha rimarcato l’importanza delle energie rinnovabili in edilizia, specialmente in tema di riscaldamento. Oggi i sistemi di riscaldamento puntano già su soluzioni ibride, con accumulo comune: ad esempio, in caso di condizioni meteo ideali, si usa l’energia solare in modo massiccio e prioritario; altrimenti si passa ai sistemi tradizionali o sempre rinnovabili, ma di altro tipo.
Se la Strategia sarà applicata in modo sistematico, è auspicabile che porti a un utilizzo più intenso di sistemi ora meno comuni del fotovoltaico ma estremamente interessanti. Due su tutti, il solare termico e il solar cooling, che produce sia acqua che aria refrigerata con notevole risparmio energetico, economico e un drastico abbattimento della produzione di CO2.

Scegli le fonti di energia rinnovabili

Il cambiamento di direzione per emissioni e utilizzo di risorse rispettose dell’Ambiente riguarda tutti in modo diretto, e lo sarà sempre di più in futuro.
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