Il Dpr 31/2017 allarga lo spettro degli interventi di lieve entità e semplifica le procedure. Allo stesso tempo, elenca tutti gli interventi per cui non serve l’autorizzazione paesaggistica.
Articoli 18 Giu 2018

Autorizzazione paesaggistica semplificata

Il Dpr 31/2017 allarga lo spettro degli interventi di lieve entità e snellisce le procedure per l’autorizzazione semplificata. Allo stesso tempo, elenca tutti gli interventi per cui non serve l’autorizzazione paesaggistica. Cosa significa, in concreto?

Aree soggette a vincolo paesaggistico

Quando si parla di vincoli paesaggistici, la disciplina a cui dobbiamo riferirci è il Codice dei beni culturali e del paesaggio (dlgs 42/2004).
In particolare, l’articolo 132 individua tre categorie di beni paesaggistici:

  1. gli immobili e le aree di cui all’art. 136 del Codice, individuati ai sensi degli articoli da 138 a 141 (centri storici, ville giardini, parchi, bellezze panoramiche ecc.)
  2. le aree di cui all’art. 142 del Codice tutelate per legge (fiumi, torrenti, territori costieri, territori coperti da foreste e boschi, zone di interesse archeologico ecc.)
  3. gli ulteriori immobili ed aree specificamente individuati a termini dell’art. 136 e sottoposti a tutela dai piani paesaggistici

L’articolo 142 fa un elenco puntuale delle aree che, nel rispetto delle categorie appena riportate, sono di interesse paesaggistico (a puro titolo di esempio: aree costiere, montagne, zone di interesse archeologico).

In caso di intervento in una di queste aree, è obbligatorio sottoporre il progetto delle opere che si intendono eseguire all’ente competente (individuato dalla Regione di interesse, di solito i Comuni). Spetterà all’ente, previo parere vincolante e obbligatorio della Soprintendenza, valutare se rilasciare o meno l’autorizzazione paesaggistica. Senza di essa, non è possibile effettuare alcun tipo di intervento.

I tempi lunghi della procedura ordinaria

Il Codice del 2004 disciplina la procedura ordinaria. Essa prevede scadenze temporali ben definite per le comunicazioni e le decisioni, che vanno a sommarsi tassativamente. Il risultato è che una procedura che si svolga senza alcun intoppo o ritardo supera senz’altro i tre mesi.
Accanto a questa procedura, però, c’è quella semplificata, che grazie al regolamento del 2017 può essere utilizzata in molti casi che prima risultavano esclusi.

Autorizzazione paesaggistica semplificata

A questo punto interviene il Dpr 31/2017, che rivede l’autorizzazione paesaggistica semplificata per cercare di ampliare il suo raggio di azione e, nel limite del possibile, dispensare alcuni interventi dalla procedura ordinaria.

Il decreto, che si può consultare qui in forma integrale, organizza gli interventi in due macro-gruppi:

  • 42 casi di lieve entità, che rientrano nella procedura semplificata (contenuti nell’allegato B).
  • 31 casi esclusi dalla procedura di autorizzazione paesaggistica (contenuti nell’allegato A).

La richiesta

Art. 8. Semplificazione documentale

L’istanza di autorizzazione paesaggistica relativa agli interventi di lieve entità è compilata — anche in modalità telematica — secondo il modello semplificato di cui all’Allegato «C» ed è corredata da una relazione paesaggistica semplificata, redatta da un tecnico abilitato, nelle forme di cui all’Allegato «D». Nella relazione sono indicati i contenuti precettivi della disciplina paesaggistica vigente nell’area, è descritto lo stato attuale dell’area interessata dall’intervento, è attestata la conformità del progetto alle specifiche prescrizioni d’uso dei beni paesaggistici, se esistenti, è descritta la compatibilità del progetto stesso con i valori paesaggistici che qualificano il contesto di riferimento e sono altresì indicate le eventuali misure di inserimento paesaggistico previste.

La modulistica citata ed allegata è aggiornata rispetto alla disciplina precedente.
L’allegato C è il modulo per l’istanza, l’allegato D è il modello della relazione paesaggistica semplificata.
Come abbiamo visto, l’allegato B riporta gli interventi che godono di procedura semplificata (ad esempio: incrementi di volume non superiori al 10%; interventi sulle finiture esterne; rifacimento di intonaci, tinteggiature o rivestimenti esterni; realizzazione, modifica o chiusura di balconi o terrazze; interventi di adeguamento antisismico o finalizzati al contenimento dei consumi energetici).

Quando non serve l’autorizzazione

È stato ampliato il numero di interventi per cui non serve l’autorizzazione, poiché il legislatore ha ritenuto a priori non lesivi del vincolo paesaggistico. Si tratta di un elenco fitto che, come abbiamo visto nell’Allegato A, annovera ben 31 casi, tra cui rientrano anche vari interventi che prima rientravano nell’autorizzazione semplificata, oltre ad altre tipologie citate nell’articolo 4.

 Impianti fotovoltaici e termici

Anche gli impianti fotovoltaici e termici, rientrando nell’Allegato A, non necessitano di autorizzazione.

Il punto A.6 specifica questi casi:

“installazione di pannelli solari (termici o fotovoltaici)  a servizio di singoli edifici, laddove posti su coperture  piane  e  in modo  da  non  essere  visibili   dagli   spazi   pubblici   esterni; installazione di pannelli solari (termici o fotovoltaici) a  servizio di singoli edifici,  purché integrati  nella  configurazione  delle coperture, o posti in aderenza ai tetti degli edifici con  la  stessa inclinazione e lo stesso orientamento della falda degli  edifici,  ai sensi dell’art. 7-bis del decreto legislativo 3 marzo  2011,  n.  28, non ricadenti fra quelli di cui all’art. 136, comma 1, lettere  b)  e c), del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 (…).”

Procedura più veloce

La procedura per l’autorizzazione paesaggistica semplificata è molto più snella di quella ordinaria: dal momento della presentazione della domanda al Comune e il provvedimento obbligatorio e vincolante della Soprintendenza, che decide sul caso, devono intercorrere al massimo 60 giorni.

Una piccola, grande novità: la tolleranza del 2 per cento delle misure progettuali

Ancora una novità che può sembrare marginale, ma che all’atto pratico può rivelarsi vantaggiosa per molti: secondo il decreto 31/2017 (punto A.31), «le opere e gli interventi edilizi eseguiti in variante a progetti autorizzati ai fini paesaggistici che non eccedano il due per cento delle misure progettuali quanto ad altezza, distacchi, cubatura, superficie coperta o traslazioni dell’area di sedime» non richiedono la presentazione della variante paesaggistica.

Dubbi?

FreeSolar affianca i suoi Clienti negli iter burocratici relativi a impianti fotovoltaici e sistemi di accumulo a Trieste, Gorizia, Udine, Pordenone e tutto il Friuli Venezia Giulia. Per scoprire i servizi per aziende e privati a 360° di FreeSolar, visita il nostro sito. Se hai bisogno di aiuto per ogni aspetto della vita del tuo impianto, contattaci.