Articoli 10 Nov 2020

Comunità energetiche e autoconsumo: finalmente gli incentivi

Il Decreto attuativo è stato firmato: un’occasione concreta per una rivoluzione ecologica e di risparmio per chi sceglie il fotovoltaico e lo storage.

Dove eravamo rimasti?

Il potenziale delle comunità energetiche era apparso, sin da subito, enorme: oltre a contribuire alla sostenibilità ambientale, eliminano gli sprechi, perché l’energia in eccesso può essere condivisa; garantiscono stabilità alla rete e benefici economici anche con impianti di piccola taglia, proprio perché il loro punto di forza è l’aggregazione.

Avendo ben a mente la testimonianza del loro successo in diversi Stati europei, è da molto che FreeSolar monitora i passi normativi verso le comunità energetiche e l’autoconsumo collettivo, e la tendenza ha sempre fatto ben sperare. A marzo 2020 era stato dato il via libera per la produzione e lo scambio di energia da fonti rinnovabili tra condomini, imprese, attività commerciali e strutture pubbliche, in via sperimentale, con l’obiettivo di stimolare l’auto-produzione. Esclusi dal decreto FER1, gli impianti delle comunità energetiche erano stati però inclusi nel decreto Milleproroghe, con la promessa legislativa di un incentivo ad hoc.

I nuovi incentivi per le comunità energetiche

Lo scorso settembre, il Ministro dello Sviluppo Economico ha firmato il decreto attuativo che vede finalmente aprirsi la possibilità concreta di consumare l’energia che si produce a livello di comunità, con grandi vantaggi non solo economici e ambientali, ma anche occupazionali.

 Nel documento sono stabilite le tariffe per l’energia in autoconsumo:

  • 100 €/MWh per le configurazioni di autoconsumo collettivo;
  • 110 €/MWh per le comunità energetiche rinnovabili.

Comunità energetiche e Superbonus 110%

Il nuovo incentivo, riconosciuto per 20 anni e gestito dal GSE, è anche cumulabile con il Superbonus al 110%, per impianti della potenza fino a 200kW. Per i primi 20 kWp, l’impianto sarà coperto dal superbonus. Per l’eccedenza (comunque fino a 200kW), ci sarà la detrazione del 50% con il tetto di spesa a 96mila euro.
Nel rispetto degli stessi criteri, è poi anche possibile la cessione del credito.

Per i condomini che vorranno realizzare comunità energetiche, magari installando anche sistemi di accumulo, questo significherà, oltre ai vantaggi che già conosciamo, sconti direttamente in bolletta, della cui quantificazione si occuperà in un secondo momento Arera.

Un altro aspetto interessante è che la comunità energetica deterrà gli impianti di produzione, ma non dovrà per forza averne la proprietà. Ciò sarà utile, per esempio, a chi manchi lo spazio per l’installazione di un impianto fotovoltaico.

Pronti per le comunità energetiche

L’ultima delibera di Arera (delibera 318/2020/R/eel) si occupa proprio di regolare la condivisione di energia in edifici, condomini e comunità energetiche. La fase di sperimentazione dovrebbe terminare a luglio 2021.

Perché la sperimentazione?

La sostenibilità economica di comunità energetiche e autoconsumo è stata calcolata da molte proiezioni, le stime sulla diffusione sono diverse ma sempre confortanti. Ci si potrebbe allora domandare: perché un progetto tanto promettente è fatto passare attraverso una sperimentazione, anziché essere subito applicato?

Una fase di test, in realtà, sarà fondamentale per acquisire dati precisi sui benefici previsti, a loro volta basati sugli incentivi. Questo perché le azioni del Governo finora descritte hanno anticipato il rispetto della direttiva UE 2001/2018, che ha sancito un principio importante: dal 2021, le comunità energetiche godranno di autonomia giuridica e potranno essere realizzate e ampliate senza imposizione di limiti. Prima di arrivare a quel punto, quindi, sarà opportuno avere dati e stime sufficienti ad applicare la direttiva con efficacia, soprattutto in previsione di un’autonomia tanto estesa.

Cosa succede ora, in concreto?

Ufficialmente, si può iniziare a produrre, sempre in via sperimentale,  e scambiare l’energia da fonti rinnovabili tra condomini, imprese, attività commerciali e strutture pubbliche, mirando all’auto-produzione.

Gli impianti realizzati in comunità energetiche non potranno accedere agli incentivi previsti dal decreto FER1, ma avranno un nuovo incentivo il cui funzionamento sarà individuato dal ministero dello Sviluppo e il cui valore verrà definito da Arera.

Cosa significherà per il fotovoltaico?

Il fotovoltaico è stato protagonista di una costante crescita negli anni, subendo una frenata solo nella prima parte del 2020, a causa del lockdown imposto per il Covid-19. Gli incentivi sono stati quindi attesi più del solito, soprattutto perché la combinazione Superbonus e fotovoltaico – ancor di più se abbinato allo storage – presenta dei vantaggi economici e un rientro di investimento senza precedenti.

FreeSolar: risparmio concreto alla portata di tutti

Non solo per la comunità energetica: fotovoltaico e storage sanno fare la differenza sin dalla realizzazione, per un migliore uso dell’energia e un risparmio che si vede.
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