Le comunità energetiche
Abbiamo visto insieme come una realtà già consolidata in altre parti d’Europa si sta gradualmente affacciando in Italia: le comunità energetiche. Abbiamo imparato a conoscere, in particolar modo, gli aggregatori. Mettendo in collegamento tra loro un gran numero di impianti fotovoltaici e sistemi di accumulo si può creare una centrale elettrica virtuale, con uno storage dell’energia prodotta dagli impianti rinnovabili. La comunicazione tra i sistemi consente anche di creare modelli di controllo della domanda elettrica. Più aggregatori insieme formano quindi una comunità energetica.
I vantaggi delle comunità energetiche
- Sono un modo sostenibile di produrre e consumare energia.
- Si sostiene la capacità e stabilità della rete elettrica nei periodi di maggior consumo
- Portano la convenienza economica dell’energia verde, con un ritorno economico dell’investimento più veloce.
- È l’unione che fa la forza: per trarre beneficio dal modello, bastano impianti di piccola taglia.
- In aree che presentano difficoltà economiche e sociali, aumentano le garanzie di fornitura energetica e favoriscono nuova occupazione.
- Ad oggi c’è ancora un grande spreco di energia: con le comunità energetiche l’eccesso può essere scambiato, con enormi vantaggi economici e ambientali.
Un cambiamento atteso
Era da molto che più parti auspicavano un inizio della sperimentazione, che aveva fatto dei primi, timidi passi in poche Regioni.
La commissione Industria e Senato aveva proposto una fase sperimentale fino all’estate del 2021, in modo da favorire l’autoconsumo collettivo in condomini o comunità energetiche mentre si lavorava per ottemperare alla direttiva europea 2018/2001.
Durante Key Energy 2019, Legambiente e Italia Solare avevano proposto invece di anticipare la direttiva, promuovendo sistemi di accumulo e la diffusione delle comunità energetiche intese in modo più ampio, con interazione fra privati e imprese, edifici a destinazione pubblica, privata e commerciale. Senza dimenticare, naturalmente, l’integrazione della mobilità elettrica.
Cosa succede ora, in concreto?
Ufficialmente, si può iniziare a produrre, sempre in via sperimentale, e scambiare l’energia da fonti rinnovabili tra condomini, imprese, attività commerciali e strutture pubbliche, mirando all’auto-produzione.
Gli impianti realizzati in comunità energetiche non potranno accedere agli incentivi previsti dal decreto FER1, ma avranno un nuovo incentivo il cui funzionamento sarà individuato dal ministero dello Sviluppo e il cui valore verrà definito da Arera.
FreeSolar realizza il tuo impianto fotovoltaico
Gli esperti FreeSolar sono al tuo servizio per installare un impianto solare su misura e per integrare, su un impianto nuovo o già esistente, un sistema di accumulo per usare l’energia che produci, per un totale controllo, senza più sprechi.