Articoli 07 Set 2017

Smaltimento dei pannelli solari: le indicazioni del GSE

Come fare in caso di smaltimento dei pannelli fotovoltaici? Quali obblighi esistono?
Lo spieghiamo brevemente in questo articolo, facendo riferimento alle direttive del Gestore Servizi Energetici.

Quando bisogna cambiare il pannello fotovoltaico?

I motivi per cui si deve (o, come vedremo, si sceglie di) procedere allo smaltimento dei pannelli fotovoltaici sono essenzialmente tre:

  • Fine del ciclo produttivo: il pannello ha esaurito il suo ciclo e necessita di essere sostituito.
  • Guasto: il pannello ha smesso di funzionare e la condizione non è rimediabile.
  • Revamping dell’impianto: si opta per un’integrazione di tecnologie nuove a parziale sostituzione di quelle esistenti.

 

Il revamping è uno dei servizi offerti da FreeSolar. Per saperne di più visita la sezione servizi o contattaci.

PERCHÉ È IMPORTANTE RISPETTARE LE PROCEDURE

Nelle occasioni che abbiamo elencato, i moduli fotovoltaici da sostituire diventano un rifiuto. Più precisamente, sono catalogati come RAEE (Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche). Essi richiedono un’adeguata e precisa procedura di smaltimento per due ragioni: la prima, facile da intuire, è che qualsiasi rifiuto, se non è trattato nel giusto modo, è un potenziale inquinante, sebbene le poche componenti e la semplicità di assemblaggio fanno sì che  i vecchi pannelli si smaltiscano in fretta e, nella categoria in cui sono inseriti, non sono tra i più inquinanti. La seconda ragione è economica: molte delle componenti dei pannelli possono essere recuperate.  Quasi tutto il modulo, infatti, si può riciclare e rivendere, tra vetro, alluminio, plastica, polvere di silicio, rame.

LE INDICAZIONI DEL GSE

Il GSE (Gestore Servizi Energetici) ha quindi pubblicato dei documenti esplicativi e di direzione che rimandano, molto puntualmente, a tutta la normativa vigente.

  1. “Istruzioni operative per la gestione e lo smaltimento dei pannelli fotovoltaici incentivati” – vai al PDF
  2. “Impianti fotovoltaici in esercizio. Interventi di manutenzione e ammodernamento tecnologico”. – vai al PDF
    Questo testo completa e chiarisce il precedente.

Da essi ricaviamo innanzitutto che i moduli dismessi devono essere portati nei centri di raccolta.

Allo scopo, sono presenti nel territorio italiano dei consorzi dedicati, che si occupano di raccogliere e recuperare i componenti. Essendo il business dello smaltimento un terreno fertile, nuovo e remunerativo, il GSE ha scelto di intervenire con informazioni adeguate, a seconda dei tipi di impianti da smantellare.

POTENZA E DESTINAZIONE DIVERSE, CRITERI DIVERSI
  • Impianti di potenza pari o inferiore ai 3 kWp

“I Soggetti Responsabili degli impianti di potenza pari o inferiore a 3 kW sono esonerati dall’obbligo di comunicazione dell’avvenuta realizzazione degli interventi” (“Impianti fotovoltaici in esercizio. Interventi di manutenzione e ammodernamento tecnologico” pag 6, fine)

Quindi per tali soggetti non serve la comunicazione dello smaltimento. I pannelli vanno comunque portati nelle eco-piazzole.

  • Impianti con potenza superiore ai 3 kWp
    In questo caso, va applicata una distinzione ulteriore:

    • impianti domestici, ossia aventi non più di 10 kWp di potenza massima.
      Per questi impianti, chi produce il rifiuto può portarlo nei centri di raccolta. Per conoscere il centro di raccolta più vicino, è sufficiente consultare i siti dei consorzi di raccolta rifiuti.
    • Impianti professionali, cioè superiori a 10 kWp. Per essi vigono speciali obblighi, elencati ed esplicati nel documento sopra linkato, “Istruzioni operative per la gestione e lo smaltimento dei pannelli fotovoltaici incentivati” (pagina 13, sezione 4.4).
A QUALI CONSORZI RIVOLGERSI?

Il Soggetto Responsabile deve “rivolgersi agli operatori identificati dalla normativa vigente”, ossia i consorzi autorizzati o, in alternativa, direttamente allo stesso GSE.

Il sito ufficiale del GSE segnala alcuni consorzi, in un elenco aggiornato a marzo 2003.

Informazioni utili più recenti sono reperibili presso il Centro di Coordinamento Raee, che si occupa di ottimizzare la raccolta, il ritiro e la gestione dei Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche in Italia. Il Centro gestisce l’elenco a cui devono iscriversi tutti gli impianti di trattamento di RAEE. Consultando il sito, è possibile risalire ai centri di raccolta più vicini.

IL RUOLO DEL GSE 

Nel documento “Istruzioni operative per la gestione e lo smaltimento dei pannelli fotovoltaici incentivati” (pag 18, sezione 4.6), si disciplina in modo esaustivo la richiesta di intervento fatta direttamente al GSE per la completa gestione dei rifiuti derivanti da pannelli fotovoltaici.

Il GSE precisa che:

“non agisce come operatore di mercato, ma in ultima istanza, garantisce il rispetto della stessa (la gestione, n.d.R.) utilizzando la quota trattenuta al soggetto responsabile.”

QUALE QUOTA?

Quando parla di “quota”, il GSE si riferisce a una somma che trattiene per garantire la copertura dei costi di smaltimento, nel caso risultino a suo carico.

  • 12 euro a pannello per gli impianti domestici.
  • 10 euro a pannello per gli impianti professionali.

La somma verrà poi restituita dal GSE ai proprietari dell’impianto, una volta certificato l’avvenuto smaltimento da parte di un consorzio autorizzato.

SMALTIMENTO: FA TUTTO FREESOLAR

Smaltire un impianto fotovoltaico implica che lo si debba smontare, imballare secondo criteri specifici, e preparare in modo che poi venga ritirato. Nel caso di un’azienda, a queste operazioni va aggiunta la presa in carico del trasporto in discarica del materiale. FreeSolar si occupa di ciascuna di queste fasi e, nel caso delle aziende, spedisce il materiale affinché venga accettato per lo smaltimento.