Articoli 13 Nov 2017

Lo storage: il miglior amico dell’impianto fotovoltaico

Lo storage è una tecnologia che può davvero cambiare il volto dei consumi e della produzione di energia per chi ha un impianto fotovoltaico.
Ancora più a portata, con le detrazioni promesse dalla Strategia Energetica Nazionale 2017.

Un sistema ancora poco diffuso

All’inizio dell’anno, era previsto un aumento dello storage da 6mila a 12mila unità. Adesso si va verso un massimo di 10mila pezzi. Un ottimo risultato, eppure sotto le aspettative. Il motivo principale è la disponibilità di alcuni prodotti di punta, per i quali la richiesta è stata tale che le consegne non possono essere effettuate prima del 2018. In alcuni casi, l’inconveniente si è verificato anche per prodotti proposti da ditte con dimensioni più contenute.

Il dato meno entusiastico del previsto deve quindi essere letto in correlazione all’effettiva disponibilità dei singoli pezzi. Va inoltre ricordato che, vista la diffusione in crescita, il prezzo delle unità tenderà certamente a scendere nel prossimo futuro.

FOCUS: che cos'è lo storage?

La batteria che valorizza l’energia

Spesso, come molti sanno, con un impianto fotovoltaico si produce energia in eccedenza. Essa viene immessa in rete e remunerata dal Gestore dei servizi energetici. Sì, ma quanto? La risposta è: molto, molto poco, ben sotto al prezzo d’acquisto.

Lo storage (che in italiano si traduce con accumulo) è un sistema di batterie grazie a cui si può scegliere di non svendere l’energia elettrica in surplus, ma di accumularla, per usarla in seguito, quando serve. In questo modo, è possibile minimizzare (e in alcuni casi addirittura azzerare) l’acquisto di energia dalla rete di distribuzione.

I sistemi di accumulo da considerare sono due:

  • Storage elettrico. L’accumulo elettrico è una tecnologia che si integra nell’impianto fotovoltaico e conserva l’energia prodotta fino a quando si desidera utilizzarla. In questa categoria, rientra l’ormai celebre Tesla Powerwall.
  • Storage termico. Con l’accumulo termico, l’energia in surplus può essere usata per produrre acqua calda sanitaria e per il riscaldamento.
I vantaggi 

Lo storage dà un risparmio notevole, immediato e ad alta redditività. Il suo potenziale è immenso, basti pensare al fatto che può essere condiviso: grazie ad apposite tecnologie, si possono collegare impianti fotovoltaici con accumulo di diversi proprietari, con maggiore spinta all’autoconsumo totale.

Strategia Energetica Nazionale 2017: incentivi all’orizzonte

Con un Bando sui sistemi di accumulo, la Regione Lombardia ha fatto da apripista e ha ottenuto un successo del tutto inaspettato nel 2016, ripetuto e superato nel 2017. Si auspicano simili provvedimenti da altre Regioni, da alcune promessi ma non ancora, ad oggi, effettivamente proposti.

Più certezze – ed eccellenti prospettive – sono state date di recente a livello nazionale, con la Strategia Energetica Nazionale 2017, presentata il 10 novembre a Palazzo Chigi. Essa prevede, entro il 2030, investimenti per 175 miliardi di euro, alcuni dei quali destinati alle fonti di energia rinnovabile. La SEN è improntata a miglioramenti effettivi nel campo dell’impatto ambientale, con l’obiettivo di arrivare al 28% di produzione di energia verde. A questo proposito, il documento punta proprio sulla diffusione dell’autoconsumo, prevedendo detrazioni fiscali dedicate.

RISPARMIO CONCRETO, A PORTATA DI TUTTI

Lo storage è una tecnologia rodata, all’avanguardia e già disponibile per chi punti all’autonomia energetica.
Può essere installato contestualmente a un impianto fotovoltaico nuovo, ma anche in un momento successivo: aggiungere un sistema di storage a un impianto fotovoltaico esistente è possibile, rispettando l’iter burocratico imposto dal GSE. FreeSolar affianca il Cliente anche in queste fasi, per installazioni sicure nel pieno rispetto delle leggi vigenti.

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